Hellas Rally 2018 – Nicola Quinto – 2° Parte

Hellas Rally 2018

QUINTA GIORNATA 25/5

Sveglia prestino oggi, pare che debba partire al 7.30, si dico pare perché qua sino al mattino non si ha certezza del domani….!

Infatti parto per il primo trasferimento alle 7.30 ma dopo la laison di circa 60 km con tanto di modifiche al RoodBook per il taglio della speciale, taglio di tutta la parte di sabbia che la seconda tappa avevamo fatto a causa del blocco della polizia,  scopro che l’ordine di partenza era cambiato… bhoooo non facciamoci troppe domande anche perché a me così va benissimo, avrei rischiato di partire dietro gli SSV. 

Prontamente visto lo starting list appena sveglio alle  6.00 circa  ho mandato un messaggio all’organizzatore lamentando forse l’errore di ordine di partenza, non só se sarà stato quello, sta di fatto che nemmeno me l’aspettavo che nel mentre ero fermo alla partenza della PS mi sento chiamare …. number 203 ready?? …. non me lo sono fatto dire due volte. 

Dicevo del taglio della speciale perché gli abitanti della zona limitrofa alla spiaggia si sono lamentati per il casino fatto nella speciale del secondo giorno quando siamo passati per un bel pezzo (40km se non ricordo male) sulle dunette di sabbia presenti in spiaggia. Nonostante l’organizzatore si fosse raccomandato di non passare sul bagno asciuga, tra l’altro dove proliferano le piccole tartarughine appena nate, qualche gran testa di ca..o se n’è fregato. 

Comunque, io sarei dovuto partire 40’imo dopo il danno dell’altro giorno subito dopo gli SSV (macchinine) ma per mio enorme stupore e gioia, non si Sa perché ma mi trovo a partire prima e così attacco la speciale sin da subito. 

Prima PS di 60km, dopo il taglio, prettamente in zone di campagna tra bellissimi uliveti, con continui saliscendi e bivi ogni 200/300 mt bastava perdente uno che ci si perdeva del tutto

Navigazione semplice ma resa difficile dalla velocità della speciale che ti portava spesso in errore. 

Fortunatamente riesco a fare parecchi sorpassi così da trovarmi nella Seconda PS carico e a ridosso ormai delle prime 20 posizioni circa. 

Così anche nella Seconda Speciale ho potuto attaccare al tempo. Nemmeno un errore, tutto perfetto navigazione 10 E lode e guida da matto mi hanno portato in avanti sulla classifica generale complice anche il fatto che molti si sono persi buttando via molto tempo

Questa PS partiva già dall’alto in montagna dalla quale vedevamo già qualche bel nuvolone avvicinarsi minaccioso. Alla fine scopriamo che le speciali di oggi erano quelle dei giorni scorsi ma fatte al contrario con qualche prezzo modificato e alternato con altri tracciati della zona. 

Quindi le zone solcate le conosciamo già, sentirei di montagna molto pietrosi e scivolosi misto a tratti di terra battuta di sottobosco dove il grip era davvero fenomenale.

Intanto l’elenco degli incidenti aumenta, ci sono stati anche degli incidenti con le auto in piena speciale, stanchezza ed errori di navigazione sono alcuni dei motivi di tutti questi incidenti uniti al fatto che la zona delle speciali è molto popolosa e dunque il rischio di incontrare  qualcuno in speciale è moto alto.

Nel mentre sto scrivendo, già perché scrivo tappa per tappa per non lasciare nulla al caso o alla poca memoria che ho,  alle 23.59 ancora non si conoscono le classifiche definitive ad oggi, le molteplici penalità che ancora fioccano come minuti regalati da un gestore di telefonia creano questi gran ritardi nella stima delle classifiche. 

Al briefing ci viene comunicato che la giornata di domani 26/5 non è stata verificata dall’apripista in quanto non necessitava di alcun controllo, in fin dei conti …. la tappa del giorno dopo sarebbe stata di “SOLI” 400 km .

Só di molti piloti che si sono lamentati e che sono riusciti a farsi togliere delle penalità, altri che stanno aspettando il resoconto del loro esposto all’organizzare e altri, io in primis, che chissenefrega …. fammi vedere quando parto che ho sonno……

 

SESTA GIORNATA 26/5

Oggi levataccia, ore 5:00 in piedi per partire alle 6:15. Dopo La giornata di ieri dove ho dato il 200% per recuperare molte posizioni ed evitare di ripartire dietro ai Quad e SSV, oggi parto parecchio avanti. 

Abbiamo una tappa esageratamente lunga complicata e tra l’altro, come già detto, nemmeno controllata quindi senza l’apripista.

La tappa è così organizzata

– 50 km di asfalto laison 

– 70 km prima speciale

– 70 km laison asfalto

– 105 km speciale 

– 70 km laison asfalto e fuori strada con l’assistenza ai primi 10 km

– 35 km speciale 

– 15 km laison per il paddok 

Insomma circa 400km di tappa…..

Dopo la lunga prima laison, che alle 6:00 non era proprio nelle mie corde, partiamo per la Prima PS. Sul RB vengono riportate sulle prime note l’attraversamento di un rio (piccolo fiumiciattolo) con una miriade di sassi smossi tondi e bagnati da un rigagnolo d’acqua che peggiora di molto le cose. Il rio è da seguire nel pieno del suo letto e la navigazione non è di molto aiuto in quanto le informazioni riportate nelle note, anche per la conformazione del rio, non sono molto chiare e dunque è davvero facile sbagliare

Dal canto mio ho fatto questo pezzo davvero a passo di uomo, azzeccando le note giuste ma probabilmente per pura fortuna, saprò poi che in questo punto molti top rider hanno sbagliato moltissimo. 

Passato questi primi km di rio si passa in una bellissima zona di uliveti abbastanza complessa e sinuosa, piena di bivi davvero tutti uguali, sbagliato un bivio eri fregato. 

Di seguito la pista diventa veloce con un bel terreno ed un ottimo grip e li inizio a girare la manetta seriamente per poi arrivare ai soliti tracciati di montagna pietrosi e scivolosi dove cerco di gestire la posizione. 

Finisce la Prima PS e subito di corsa mi dirigo verso la seconda. 

Nel trasferimento ne approfitto per fare ovviamente il pieno ma non solo alla moto ma anche a me, che dalle 5 non avevo nemmeno fatto colazione.

Intano ci si raggruppa un po’ tutti, qualche chiacchiera e commento per la prima speciale e già si sentono le prime parolacce…. note e km proprio proprio precise non sono…

Si arriva finalmente alla Seconda PS che inizia in montagna. È una speciale già fatta precedentemente ma di ciò ci si accorge subito sin dal trasferimento, come d’altronde è capitato già diverse volte nei giorni scorsi su altre PS.

Percorsi già visti, fatti una volta a salire e una volta a scendere quindi con molte tracce presenti già sul percorso che portano in errore molti inesperti, la concentrazione è tutto

Inizia come dicevo in montagna con pistoni veloci e molto scivolosi, pietre pietre e ancora pietre, curvoni, burroni, sassi….. alle volte penso che devo essere proprio sciroccato per stare lì in mezzo a dare manate di gas con precipizi che ogni curva mi sussurrano nel casco pericoli di vita, ma poi pensò anche che questa è la mia passione, la mia vita …..

Continua la PS e da montagna veloce diventa sentiero a volte sinuoso a volte veloce, piste di collina tra campi e boschi pieni di alberi. 

Ci si accorge a malapena alle volte che si arriva sull’asfalto magari per attraversarlo o per far qualche centinaia di metri per ricominciare lo sterrato subito dopo. 

Si è così concentrati che gli stop sulla strada, anche se davvero grossi, non si vedono minimamente e si sbuca dallo sterrato come proiettili sparati in cielo.

Ma quando sei lì, in PS, la cosa a cui pensi è800mt dx …. 700mt dx… 500mt dx bivio lungo 100mt dx bivio lungo nota in ritardo…… 20 mt dx la vedo freno scalo ok gas….” e così via per tutta la speciale da far venire il mal di testa.

In speciale incontro molti concorrenti anche conosciuti e con molta esperienza in più di me, persone che ci danno il gas vero e che da anni sono nel mondo dei Rally.

Anche loro fanno fatica a navigare ed a trovare le note giuste, per fare un nome Rosa Romero  che incontro nella PS, ha un amletico dubbio così come tutti, su una nota ove è indicata la freccia in discesa mentre la strada va in salita.

Così come nel pieno di un altopiano vengono riportate note in fuoripista senza uno straccio di CAP, frecce che indicano direzioni apparentemente facili ma davvero da interpretare una volta arrivati sul posto, pascoliamo per una decina di minuti ma i piloti a pascolare erano circa 6 o 7 me compreso, piloti di classifica quindi non quattro scalmanati

I dubbi durante la navigazione di questa tappa sorgono anche perché alle volte alcuni bivi o intersezioni non sono segnalati, magari sono stradine che portano ad abitazioni o a campi privati ma son pur sempre strade che se presenti dovrebbero essere riportate se non altro almeno per aver una conferma di essere sulla strada giusta.

Anche alcuni pericoli non sono segnalati come buche o canali che le ultime acquazzoni hanno creato, i km non tornano e alle volte si è fuori anche di 60/70 metri. Si deve essere davvero concentrati e attenti per non sbagliare e i commenti a fine speciale sono sempre peggiori

Il fatto che questa tappa non sia stata controllata lo si era capito subito anche se non ce l’avessero detto, Caviglia questi particolari non se li lascia sfuggire.

Intanto i km passano e si incontra sempre più gente a terra che si è fatta male, ultimo della tappa che vedo a terra è Omar Chiatti, l’ennesimo incidente tra pilota e auto presente nel pieno della speciale. Li fermi ci sono piloti che lo stanno soccorrendo, fortunatamente c’è anche  l’ambulanza, ha fratturato il femore con frattura scomposta e sarà portato in ospedale. 

Passo guardo riconosco tutti mi fermo, chiedo se posso fare qualcosa ma è più per amor del mio sport e rispetto per Omar che per quello che davvero potrei fare in quel caso. Ripartirò con un amaro in bocca che non si può descrivere. Finisco la speciale davvero amareggiato con tanta voglia di tornare al paddock senza nemmeno fare la terza e mi dirigo intanto all’assistenza.

 

Diversi sono gli errori nel RB, la gente un pó arrabbiata e molte moto irriparabili sono appoggiate ai furgoni per esser riportate al paddock.

Intanto fermo all’assistenza arriva Cristian Pastori con un polso molto gonfio e la moto conciata, anche lui è stato vittima di una brutta caduta che gli costerà la rottura del polso

Ma dai, penso, manca poco mangiamo qualcosa e ripartiamo per altri 70 km di trasferimento…. infiniti….!

Arriviamo alla partenza ma sono davvero preoccupato, stanco…..  ma sono solo 35 km dai si fanno in fretta. 

5..4..3.2..1…. parto metto subito in terza per tenere un andatura rilassata, non voglio fare cazzate.

 La speciale mi piace, è sinuosa ma divertente prendo il ritmo, dai ho già fatto 10 km…. curva a destra, rettilineo e apro appena la terza mollo il gas per staccare e entrare in curva …BOOOOOM …. silenzio, vedo il cielo, poi la botta sul casco, sento il Manubrio nel costato e poi ancora botta alla spalla, ruzzolo per tre o quattro volte con la moto addosso. 

Un enorme calcio in culo mi fa imbizzarrire la moto, si impenna sul muso ed essendo in staccata e con le forcelle già a pacco mi cappotto. La moto addosso, facciamo una 30’ina di metri cappottandoci insieme per poi fermarmi e rimanere lá a terra un minuto. Minchia che botta ma ho preso una mina antiuomo???

Prendo il GPS dell’organizzazione, schiaccio il tasto per chiedere aiuto, cerco di chiamare ma il cell non prende, mi sposto sul ciclo del tracciato e aspetto un attimo per calmare il fiatone. Il dolore al costato mi fa respirare a malapena, il caldo ed il silenzio diventano insopportabili e decido di togliermi il casco. Controllo ancora il cellulare col braccio sinistro perché il destro fa molto male.

Nessun segnale ancora, bevo un pó dal Camel-bag, mi calmo fa male tutto ma sono lucido ripasso a mente la tabellina del 9, ragiono la testa è ok…. (certo per quello che si può dire ok……..) 

Arriva Michele Cotti, menomale si ferma mi soccorre, chiamiamo ancora l’assistenza  ma nemmeno lui prende il cellulare.

Allora si sposta di qualche metro ma nulla da fare, prende la moto e con i rischi del caso fa avanti e indietro per poter cercare segnale. Lo ringrazio e gli dico di non preoccuparsi, assolutamente di non rischiare e di finire la PS ed avvisare una volta fermo.

Dovrò aspettare un po’ prima di essere soccorso perché, solo alla sera, saprò di un brutto incidente occorso ad altri due piloti a pochi km da dove son caduto io, un frontale mi diranno

Per me il Rally finisce qua inutile continuare mi ritengo fortunato per come è andata, ho lussato la clavicola nulla di rotto e nessuna operazione, pare. Rispetto a molti piloti, sono stato graziato dalla dea bendata.

L’ultima tappa mi dicono esser stata molto divertente con una navigazione semplice, tappa corta per poter andar tutti a festeggiare in spiaggia la fine del rally con una bellissima festa serale con giochi di luci fantastici proiettati sulla torre della città. 

Peccato, tra una cazzata e l’altra ho buttato via un rally, ero partito molto bene ero tra i primi 15 e in una speciale stavo rimontando alla 10’ / 9’ posizione ma ahimè le gare finiscono sotto la bandiera a scacchi e io ho mosso male le mie pedine perdendo la partita su quegli scacchi…!

Tante cadute, tappe abbastanza enduristiche  e non adatte penso al livello di piloti iscritti al rally, dal 70°/80° pilota in poi sono davvero amatori che per via di classifica sono sempre costretti a partire dietro alle SSV, macchinine che tirano su una polvere da morire con i rischi che ne conseguono.

Più di 300 iscritti in un rally con tappe lunghe sino a 400km con, ci dicono dalla organizzazione, 8 ambulanze. 

Certo è uno sport pericoloso, lo sappiamo ed è impossibile chiudere le strade per le speciali. 

Deve essere una gara selettiva, è ovvio, altrimenti sarebbe la gara della parrocchia come si sul dire.

Il livello è moto alto e la parte difficile, oltre a saper navigare, è quella di saper limitare la velocità in certi punti, capire il limite del terreno e la conformazione de tracciato per evitare pistolate come quelle che spesso faccio.

Non lamento la difficoltà è lunghezza delle speciali che anzi mi sono piaciute nonostante non ami particolarmente le pietre troppo insidiose, e l’enduro quando ho davanti un road-book, ma forse qualcosa è stato sottovalutato. 

Eravamo davvero in tanti in gara e di conseguenza per la legge dei grandi numeri il rischio e probabilità di incidenti sale più che proporzionalmente

Una zona molto popolosa, ancorché bellissima paesaggisticamente parlando, è stata forse complice di qualche sfortuna occorsa ad alcuni. 

Avrei preferito usare come sistema di sicurezza lo “STELLA” sistema usato anche in Spagna che consente di comunicare con i piloti, verificare i limiti di velocità istantaneamente, ricevere ed inviare messaggi e avvisare chi ti procede di volerlo superare. Ma non sono io l’organizzatore, e probabilmente, nè só talmente poco da non essere la persona giusta che possa dispensare migliori consigli. 

I piloti portavano con sè un tracker dato dall’organizzazione, come descritto prima, grazie a questo strumento nei primi giorni di gara le penalità venivano dare alla maggior parte dei piloti in maniera importante . Dopo il terzo giorno un po’ tutti hanno iniziato a lamentare le imprecisioni di questo sistema.

Il problema è che non potendo portarsi dietro il Gps personale (vietato dalla organizzazione) non avevamo strumenti per poter provare le nostre motivazioni. 

Ogni sera al briefing era una processione di gente che chiedeva l’annullamento delle penalità, francesi tedeschi  austriaci, un po’ tutti e non solo noi Italiani, così come dicono sempre.

Le classifiche per l’ordine di partenza erano rilasciate la sera molto tardi e la motivazione  era la difficoltà di determinate tutte le penalità dei numerosissimi iscritti

Ripeto, nulla da dire sulla bellezza e vastità della zona scelta per il Rally, bellissimo paddock con corrente e alberghi e ristoranti a qualche centinaia di metri. Percorsi belli a tratti forse troppo enduristici per i miei gusti ma ci stá.

Non capisco in oltre l’ordine di partenza del prologo, ovvero della prima tappa

Un prologo del primo giorno di ben 140 km circa per determinare l’ordine di partenza della tappa successiva, peccato però che in base alla partenza di questo prologo, essendo davvero in tanti, era ovvio che il risultato avrebbe risentito di molto del traffico incontrato in speciale. E così via per tutte le altre tappe, perché ricordo che a parte i primi 40 piloti di moto e quad, gli altri partecipanti partivano misti macchinine e moto con un rischio elevatissimo

In sintesi se mi chiedete se questo rally mi sia piaciuto e se lo rifarei, vi rispondo che di sicuro lo rifarò ma probabilmente con un metodo di valutazione ed attenzione ben diverso. Se intendiamo questi rally come aperti al traffico locale, dunque a tuo esclusivo rischio e pericolo di sicuro non spalancherei più in piena terza tra una curva e l’altra. 

Bellissime le zone, bellissima la Grecia ed i greci sono persone favolose (sopratutto i due che mi hanno sistemato la corona) …! 

Magari userei un altro sistema di tracking, magari farei partire i quad ma sopratutto gli SSV dietro a tutte le moto, o magari anche davanti a tutti l’importante sarebbe non trovarseli davanti in speciale diventa davvero davvero pericoloso. 

Propenderei poi per una ambulanza in meno ma due o tre medici in moto, e personale medico che parli inglese, almeno scolastico. Forse gli unici medici che parlavano solo greco li ho beccati io. Farei di sicuro un prologo di 10/20 km con un ordine di partenza magari rivisto

 

By | 2018-06-22T16:57:21+00:00 giugno 22nd, 2018|Nicola Quinto, Piloti, Rally|Commenti disabilitati su Hellas Rally 2018 – Nicola Quinto – 2° Parte